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lunedì
gen162012

METRO C SECONDO LA CORTE DEI CONTI: PROVIAMO A GUARDARE OLTRE LA CERTIFICAZIONE DI BAD-PRACTICE

È stata la Corte dei Conti, con una relazione presentata il dicembre scorso, a suggellare i dubbi e le perplessità circa scelte tecniche, progettuali e realizzative, della terza linea romana. In una relazione redatta dalla sezione centrale di controllo si esaminano tutti i dettagli progettuali e realizzativi, puntando l’attenzione in particolare sulla dilatazione dei tempi di realizzazione, e le  inefficienze nella direzione dei lavori come sulle numerose incognite che ancora gravano sulla complessiva fattibilità dell' opera. «La tormentata e lunghissima vicenda progettuale ed esecutiva della linea C, il cui primo progetto di massima risale al 1990 e la cui realizzazione era prevista per il Giubileo, rischia di inficiare l' efficacia dell' investimento e la qualità finale di un' opera pensata oltre 25 anni prima della sua messa in esercizio», si legge nell' istruttoria della Corte dei Conti. Pertanto l' indagine mette in evidenza come la linea C sia un' impresa «non priva di incognite, essendosi esaurite anzitempo le risorse per la realizzazione integrale ed essendo stato disatteso l' effettivo impegno della copertura finanziaria relativa all' intero tracciato fondamentale». La Corte sottolinea l’estenuante e incerto iter progettuale su cui pesano modifiche sostanziali (e non varianti) in corso d' opera, come l' abbandono della realizzazione di opere integrative nelle tratte centrali, che avrebbero personalizzato il tracciato "archeologico", le difficoltà economiche a realizzare la tratta centrale, e la soppressione di alcune stazioni cruciali. Ripensamenti progettuali che insieme all' incertezza delle risorse «rendono impietoso il confronto con i tempi assai rapidi di progettazione ed esecuzione di altre metropolitane europee». Note che già la Corte aveva ravvisato nell’applicazione della ex-L.221/92 sul trasporto pubblico di massa.

La relazione della Corte dei Conti potrebbe attestare un fallimento ma anche rappresentare un punto di partenza. Come? Integrando e potenziando il lavoro svolto sinora con un Piano di Medio e Lungo termine del trasporto metropolitano che permetta di definire in maniera chiara e quanto più univoca possibili obiettivi e oneri. Senza paura di ripensare il progetto della stessa linea C. Visto che Cityrailways segnala da tempo l’eccessiva onerosità del completamento della linea in rapporto alla produttività attesa in termini di passeggeri e visto che il progetto definitivo della tratta T3 è in redazione – e quello delle tratte T1 e T2 di là da venire - offriamo un punto di partenza per ripensare il progetto e la mobilità romana nel prossimo decennio. E' il momento di favorire un confronto sano e costruttivo tra cittadini, tecnici e amministratori seguendo le sagge parole dell’attuale Presidente del Consiglio: perché è tempo che il Paese riparta. E questo non avverrà mai se non ripartono le sue città (guarda anche "Roma una metropoli vicino al collasso").

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mercoledì
dic212011

2012: È il momento di una nuova legge sul trasporto pubblico di massa

A 20 anni dall’approvazione della legge 211/92 è sempre più evidente la mancanza di uno strumento normativo che direzioni la pianificazione del trasporto di massa, sostenga e coordini gli enti locali nella progettazione di nuove linee, fornisca un quadro chiaro nel panorama degli strumenti di finanziamento delle opere. Perché i soldi per il trasporto pubblico non mancano: mancano i soldi per il finanziamento passivo, a perdere. È il TPL senza linee di forza, disperso in migliaia di relazioni locali su gomma che non sono né appetibili per gli utenti né redditizie per il sistema: sono decenni che il TPL italiano oscilla tra un rateo del 15% degli spostamenti nelle grandi aree urbane e il 7% delle medie e piccole città. A livello nazionale non raggiunge il 10%: significa che su 10 spostamenti ben 9 sono con il mezzo privato. Ora che la crisi sta spazzando via tutto ciò che appesantisce gli apparati statali (i famosi “costi della politica”) per il trasporto locale vecchio stile non ci sono soldi. Ma ce ne sono per il trasporto 2.0

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lunedì
dic192011

Bus, filobus oppure rotaie?

Con le recenti dimissioni del Sindaco di Parma, si chiude anche una delle vicende più tristi del panorama italiano della mobilità urbana, quello della “Metropolitana di Parma”. Lasciando da parte qualsiasi considerazione politica si tratta di una delle vicende più sciagurate che siano mai accadute nel nostro Paese. Vaccinati come siamo a scandali nelle opere pubbliche, sia in fase di progettazione che di costruzione, non si era mai assistito a un così sfacciato gonfiarsi di speculazioni progettuali tanto da far perdere ogni contatto con la realtà. Quando si va così oltre si finisce per recidere il tronco alla base: così facendo si perde tutto, anche le impostazioni corrette, che pure c’erano all’origine del progetto. Torna l’annosa questione dell’opportunità della soluzione tranviaria in città di medie dimensioni e se, opere ferrotranviarie siano opportune solo in grandi aree metropolitane: anni di progressi persi per la cupidigia del voler fare di un ottimo progetto tranviario una metropolitana, quella sì, sovrabbondante anche per città ben più grandi di Parma. Allora tutti un passo indietro? Parma è stato un azzardo? Allora perché mai si dovrebbe proporre il tram a Bologna o in città più piccole? L’azzardo fu trasformare un progetto tranviario come quelli realizzati con successo in piccole città francesi come Le Mans, Reims o Angers in una metropolitana (o premetro, più correttamente) con sezioni di tunnel profondo: l’azzardo è stato il solo pensare di portare una “talpa” all’ombra del Battistero. E quindi si può continuare a sognare il ritorno del tram a Bologna, Bari, Prato, Livorno, Reggio Emilia o Lecce restando con i piedi per terra. Come ci restano i francesi che stanno realizzando un tram persino a Besançon la piccola capitale della Franca Contea con appena 178mila abitanti nell’area urbana. Ma quando è possibile ipotizzare una soluzione tranviaria restando entro i limiti della sostenibilità finanziaria e quando non sarebbe più opportuno pensare a una filovia oppure una busvia ad alta capacità o addirittura una monorotaia? Noi di iBinari+Cityrailways abbiamo iniziato a ragionarci e vi proponiamo gratuitamente una dispensa in PDF intitolata "Bus, Filobus oppure rotaie?". Una sorta di versione "light" del futuro "Manuale del Trasporto Pubblico" che stiamo preparando. Sarà il primo progetto del genere disponibile solo su iPad nella nuova piattaforma che il nostro sito sta elaborando e di cui vi daremo maggiori dettagli nei prossimi mesi.

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file di 7,4 MB

giovedì
dic012011

Progetto Tram-Treno Dall'infrastruttura al progetto urbano

L'ing. Andrea Spinosa si occupa della tecnologia legata al Tram-Treno. Concetto chiave - elemento fondante e allo stesso tempo caratteristica peculiare - del Tram-Treno è l’interoperabilità. Per interoperabilità si intende la capacità dei sistemi di scambiarsi e usare mutuamente ciascuno i propri prodotti e le proprie infrastrutture. 

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Volume 1 file di 5,8 MB - Volume 2 file di 23,4 MB - Volume 3 file di 5,8 MB - Volume 4 file di 12 MB


mercoledì
nov302011

Proposta per un piano del trasporto di massa di Roma

L'italia è una nazione sempre più urbana: Roma, nel 2020, avrà quasi 4 milioni di residenti. Mentre Los Angeles approva un piano per 100 km di nuove metropolitane è la capitale italiana, la nuova "moto city" del terzo millennio, quotidianamente invasa da 3,4 milioni di veicoli: 3° posto in Europa dopo Parigi e Londra (che di abitanti ne hanno il triplo). Non è più il momento di rimandare: in questo studio, una proposta alternativa per un Piano del Trasporto di Massa che la città non ha mai avuto. L'obiettivo è aprire un dibattito perché si possa ripensare lo sviluppo urbano della città.

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(Introduzione/riassunto veloce file di 1 MB -  Proposta dettagliata file di 15,9 MB - Tavole file di 33,1 MB)

venerdì
mag132011

Organismi urbani e metropolitani Urbanismi, Cluster urbani e aree metropolitane

Le città sono dei grandi organismi complessi: la loro descrizione è fondamentale nella progettazione delle infrastrutture. Da qui il concetto di urbanismo, un concetto statistico di chiara lettura per definire le reali dimensioni di una città: cluster di urbanismi definiranno l’area metropolitana, più aree metropolitane la regione metropolitana. Un quadro completo cui far riferimento nella pianificazione, nella progettazione, nelle scelte di vita quotidiana.

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(PDF testo di 3,4 MB versione 2011 NEW! - Excel tabelle di 2,1 MB NEW!)

Le tabelle complete (175 MB) possono essere richieste a as@cityrailways.net
specificando il motivo della richiesta