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martedì
gen032012

In Liguria le tariffe ferroviarie più alte d'Italia: come invertire la rotta e modernizzare le ferrovie regionali italiane

Dal 1° gennaio 2012 è la Liguria la Regione italiana con le tariffe ferroviarie più alte nonostante l'incremento del costo del biglietto del 23,4% della Lombardia. A peggiorare la situazione gli incrementi delle tariffe sono accompagnati spesso da tagli al servizio: si paga di più e si ha di meno. Sempre la Liguria oltre ad avere avuto un incremento del 20% dei costi ha avuto un taglio del 12% delle corse e altri tagli sono annunciati dal prossimo marzo, mentre in Lombardia almeno il servizio non è stato tagliato ma anzi aumentato grazie anche all'introduzione della nuova S13 che collega Milano con Pavia. Altra Regione che ha avuto pesanti tagli è il Veneto, ben il 19,5% in meno, seguita dal -13% delle Marche e il -10% di Campania e Abruzzo. Per le tariffe il Molise è la Regione con il costo più basso, quasi la metà della Liguria 1,6 euro per la fascia 21-30 km contro i 3,3 euro per viaggiare nella Riviera Ligure. Ma quali sono le cause di questi aumenti e contestuali riduzioni del servizio?

Ovviamente tutto parte dai tagli al finanziamento del trasporto pubblico operati dal Governo che hanno lasciato scoperti i punti più sensibili della gestione, spesso approssimativa e antiquata, delle ferrovie Regionali. Le Regioni più grandi, quindi con disponibilità finanziarie maggiori, sono riuscite a ridistribuire meglio i costi tra i vari capitoli di spesa, Regioni piccole come la Liguria con un altissima spesa sanitaria, si sono ritrovate con la coperta troppo corta e un contratto capestro con Trenitalia che ha legato i costi ai tempi di percorrenza che guardacaso negli ultimi anni si sono dilatati sempre più. Quindi abbiamo meno treni, più lenti, con un età media in alcuni casi di oltre 30 anni e con i biglietti aumentati. La tempesta perfetta per riuscire a perdere anche gli ultimi irriducibili viaggiatori del trasporto ferroviario regionale. Come uscirne? innanzitutto occorre accelerare nella ristrutturazione del servizio introducendo in tutte le Regioni due-tre categorie di linee:
Metropolitane, per servizi frequenti (5-10 minuti) all'interno delle grandi città (in alcuni casi, questo servizio può essere parte delle linee Suburbane come accade per esempio a Roma e Milano).
Suburbane, per servizi cadenzati (30-60 minuti) per le grandi aree urbane e la loro provincia.
Regionali veloci, per servizi cadenzati (60 minuti) che toccano solo le stazioni principali all'interno di una Regione.
Questo schema introduce efficienza e semplificazione: basta annunci di treni con definizioni incomprensibili ma numeri e colori per indicare chiaramente le linee, basta orari impossibili da ricordare e con buchi di ore durante la giornata ma orari cadenzati con un servizio costante dalla mattina alla sera, basta treni vecchi, sporchi, non accessibili ai disabili ma treni moderni, comodi con incarrozzamento a raso. Servono linee corte, veloci e frequenti che diventino una sorta di metropolitana per le grandi città, linee suburbane che distribuiscano di passeggeri in maniera capillare in tutti i comuni della provincia e linee veloci regionali per chi si deve muovere velocemente tra i capoluoghi di provincia della stessa Regione.
Questa differenzazione del servizio, prassi comune in molti paesi europei, è la base per un rilancio dei servizi ferroviari regionali che dovranno essere visti sempre più come concorrenziali con il mezzo privato perché più veloci ed economici. Naturalmente il rinnovo del materiale rotabile acquistando treni adatti (ora non lo sono nella maggior parte dei casi) è un altro punto fondamentale. In Regioni come la Lombardia, dove questo è già in parte realtà, i risultati positivi si vedono: la nuova linea S13 soffre già si sovrafollamento. Se metti un servizio utile ed efficiente, la gente lo usa, compra il biglietto e fa gli abbonamenti anche se costano di più ma in cambio ha un servizio che vale la pena pagare. Naturalmente i finanziamenti per il trasporto ferroviario dovranno avere una fonte certa, non è più possibile avere "l'emergenza" costante verso la fine di ogni anno in cui nessuna Regione sa quanti soldi riceverà per l'anno successivo. In questo modo è impossibile programmare alcunché. Una delle fonti certe può essere una quota variabile sulle accise sulla benzina come il Governo Monti ha dichiarato di voler fare dal 2013 ma anche una quota costante di finanziamenti da assegnare con la finanziaria che siano intoccabili, un po' come accade per i costi militari. Infine serve la concorrenza, il mercato del trasporto Regionale deve essere liberalizzato e sotto una regia pubblica regolato mantenendone le caratteristiche di servizio pubblico ma aprendolo ad altre società che vogliano partecipare alle gare. Le resistenze alla necessaria modernizzazione sono molte ma non vediamo alternative se non proseguire su questa strada, l'unica possibile per salvare il trasporto ferroviario pendolare italiano. Vedremo nel corso di quest'anno se questo riuscirà e risorgere dalle sue ceneri o sarà definitivamente abbandonato a se stesso.
Sotto la tabella Elaborata da GenovaMilano Newsletter con la comparazione dei costi nelle Regioni Italiane:

Reader Comments (6)

In Sardegna tolta la Cagliari-Oristano per il resto il trasporto su ferro è nel più totale degli sfasci. La regione ha preferito puntare molto tempo e risorse sul trasporto aerero, cosa che si sta rivelando alquanto inutile, se poi non ci sono collegamenti interni. Qui a Sassari poi la situazione è molto disastrosa, troppi cambi ad Ozieri-Chilivani e con l'avvio dei cantieri della superstrada per Olbia ci saranno molti incidenti sull'attuale tracciato stradale , non hanno minimamente previsto di aumentare i treni tra le due città, su Porto Torres com una modesta spesa potrebbe essere realizzato un servizio metropolitano, adesso ci sono molti anche troppi autobus dell ARST che contro legge effettuano anche servizio quasi urbano.

mercoledì, gennaio 4 | Unregistered CommenterPaolo Porcu, Sassari

Dimenticavo tolto il biglietto integrato tra il CTM (cagliari) e l'ARST tramvia di Ca, pe rilresto non estiste la benchè minima integrazione tariffaria, eppure ne hanno parlato più volte. L'intento era quello di dotare l'utenza di un unico biglietto per gommato e ferrato : ATP ( SASSARI)-ARST-CTM(CAGLIARI)-ASPO(OLBIA) e tutte le altre aziende di trasporto pubblico Trenitalia compresa ed invece è tutto rimaasto fermo tranne i vergognosi aumenti delle tariffe.

mercoledì, gennaio 4 | Unregistered CommenterPaolo Porcu, Sassari

Vorrei precisare che Roma non ha un servizio ferroviario metropolitano (o suburbano che sia), ma è quello regionale è stato maldestramente adattato aumentando a dismisura le fermate (con densità comunque piuttosto casuali: FR3 piena di fermate, FR4 praticamente senza) ed ottenendo così un servizio scomodo sia per gli utenti "regionali" che vorrebbero un servizio rapido, sia quelli che utilizzerebbero i treni per spostamenti interni alla città ma si scontrano con frequenze da "treni" (non da metropolitane) e strutture delle stazioni che non permettono ad esempio l'utilizzo dei biglietti integrati, tempi di percorrenza elevati (accelerazioni ridicole e limitazioni di velocità stringenti). La Fr3 è un esempio lampante: ricostruita interrandola con molte fermate (meglio non conoscere il costo dell'opera) rende il viaggio di chi viene o deve andare fuori dalla città interminabile (praticamente un'ora per uscire dalla città) ma i mezzi e le frequenze non permettono di utilizzarla validamente per gli spostamenti urbani... Sulla Fr1 che serve l'aeroporto invece dai TAF sono stati eliminati gli spazi bagagli col risultato che il treno è invaso di valigie (magari una persona con una valigia è costretta ad occupare 4 posti!)

lunedì, gennaio 9 | Unregistered CommenterGiovanni P

La soluzione è una sola: liberalizzazione. La sorte di Arenaways grida vendetta di fronte a Dio.

domenica, gennaio 15 | Unregistered Commenteruqbal

So che è un problema secondario rispetto al resto, ma già che ci siamo.... si potrebbe fare in modo che dappertutto in Italia si adottino denominazioni e simboli univoci per i servizi, come avviene in Germania (U-bahn/S-Bahn/Regio) o in Spagna (Metro/Cercanìas/Regionales)?

Si eviterebbe un sacco di confusione e si darebbe una spinta alla promozione del servizio.

giovedì, gennaio 26 | Unregistered CommenterClaudio

Assolutamente d'accordo per unificare la segnaletica, passo apparentemente secondario ma in realtà prioritario per consolidare questo tipo di servizi in ogni parte d'Italia. Per ora solo la M di metropolitana è unica, aspettiamo che qualcuno faccia i passi necessari per "nazionalizzare" le S e R usate in Lombardia oppure creare loghi totalmente nuovi da adottare ovunque. Personalmente io sono per adottare quelli lombardi visto che sono già in uso e conosciuti da milioni di pendolari.

giovedì, gennaio 26 | Unregistered CommenterGiovanni V.

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