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Faq > Domande & risposta > Per quali motivi le metropolitane in Italia sono costruite così lentamente rispetto a Spagna e Francia?

I fattori che hanno ritardato per molto tempo la realizzazione delle metropolitane ed in genere dei sistemi di trasporto pubblico in sede riservata o propria sono molteplici. Alcuni di essi sono specifici del settore dei trasporti, altri sono più in generale imputabili ad un modello di gestione dei beni e dei servizi pubblici alquanto inefficente.
Un primo aspetto molto importante è la mancanza di pianificazione (estesa a tutti i livelli, nazionale, regionale e metropolitano e non solo per il trasporto pubblico) che ha lasciato invece il posto alla logica dell'emergenza, vale a dire agli interventi sull'esistente, andando di volta in volta a risolvere situazioni contingenti senza programmare gli investimenti per il futuro. Purtroppo è una mancanza di lungimiranza che si è verificata non solo nel settore dei trasporti, ma anche in altri settori come l'energia, la sanità, l'edilizia e lo sviluppo urbanistico delle città.
A questo si aggiunge la mancanza (vera o finta che sia) di finanziamenti da dedicare al trasporto pubblico, che è sempre stato visto come un peso che le grandi città si trascinano dietro. Probabilmente è un retaggio culturale che deriva dalla concezione dell'automobile come status symbol, risalente agli anni del Boom economico, nei quali il possesso dell'automobile significava il raggiungimento di un obiettivo non solo economico ma anche sociale. Di fatto questa cultura (presente non solo nella popolazione ma anche nella classe dirigente politica) ha impedito lo sviluppo tanto dell'offerta quanto della domanda di trasporto pubblico.
Inoltre la frammentazione delle competenze tra Ministeri, Dipartimenti, Uffici, Enti, ecc. e la loro inerzia burocratica rallentano l'iter di progettazione, approvazione e costruzione delle opere. Nel caso italiano poi si è verificato uno stallo durato quasi dieci anni (dal 1992 al 2000), causato da Tangentopoli, terremoto politico che ha avuto notevoli influenze proprio sulle opere in via di realizzazione e realizzabili con l'intervento pubblico.
Infine i problemi tecnici, che di solito non impediscono la realizzazione delle infrastrutture. In altri Paesi sono stati costruiti tunnel sotto il mare (Eurotunnel) oppure linee ferroviarie ad Alta Velocità in territori ad elevato rischio sismico (come in Giappone), ponti che collegano sponde opposte di canali (come in Danimarca e Norvegia). Gli ostacoli più che essere tecnici sono di tipo economico, in quanto maggiori sono gli sforzi tecnici per costruire le infrastrutture, maggiori saranno i costi da sostenere. Costi che comunque devono essere confrontati con i benefici in senso lato (economici, ambientali e sociali) nell'ottica di ottimizzazione delle risorse della collettività. Sarebbe bello realizzare le linee di trasporto pubblico in superficie, magari prima che vengano realizzati gli insediamenti residenziali, produttivi o industriali che dovranno servire, ma in tal caso è necessaria una pianificazione coordinata del territorio e dei sistemi di trasporto. Purtroppo spesso accade che i maggiori problemi di mobilità si verifichino in spazi molto urbanizzati, nei centri storici delle città (certamente non più adatti a svolgere determinate funzioni urbane come avveniva nei secoli scorsi) e quindi occorre costruire le linee in sotterraneo, avendo a che fare con questioni di ordine idrogeologico, di stabilità degli edifici, di compatibilità dei cantieri con la normale vita quotidiana.
Qualche passo avanti in questi ultimi anni sicuramente è stato fatto: ad esempio la legge Merloni del 94 e la legge Obiettivo che hanno cercato di mettere ordine nelle procedure per gli appalti pubblici e per la velocizzazione delle opere infrastrutturali prioritarie; il decreto legislativo del 97 sul trasporto pubblico locale che ha aperto la strada per una "regionalizzazione" dei servizi di trasporto pubblico; gli esempi di pianificazione e di regolamentazione delle competenze in regioni come la Campania, l'Emilia Romagna e la Lombardia o in città importanti come Roma. Purtroppo tutti questi tasselli sono ancora lontani dall'essere un modello efficiente per la realizzazione delle infrastrutture di trasporto. (risposta di Claudio Bellini)